Storia

Negli anni ’90, mangiare giapponese significava “grande spesa”. Era la verità: chi andava nei ristoranti giapponesi in media arrivava a spendere da 65 a 110 euro a persona (oltre le 200.000 lire dei tempi). Il motivo era legato all’esclusività dei locali orientali (pochissimi in numero e spesso nelle zone centrali delle grandi città) e, sebbene di minor importanza ai fini del prezzo, alla difficoltà di reperire, selezionare e mantenere un genere deperibile come il pesce crudo, piatto forte della cucina nipponica.

Ecco uno dei motivi principali per cui la catena di ristoranti Wu TAIYO è nata: perchè limitare la diffusione di una cucina buona e sana? Il nostro intento è infatti quello di portare al palato di tutti una vasta scelta di piatti giapponesi e cinesi ad un prezzo ragionevole, mantenendo un’ottima qualità dei prodotti.

Quando è nato questo nostro progetto di cucina cinese-giapponese – e il Wu-TAIYO è stato uno dei primi ristoranti di questi tipo, se non il primo – non tutti erano in grado di apprezzare i cibi dei ristoranti giapponesi e il pesce crudo, o per timore o per la scarsa cultura che c’era intorno a questo tipo di cibo, proveniente da così lontano e così diverso da quanto si era abituati.

Wu TAIYO ha pensato di aggiungere piatti giapponesi alla cucina cinese, meglio conosciuta perchè arrivata in europa una ventina d’anni prima. La cucina cinese ha inizialmente fatto da “elemento trainante” (le due cucine si abbinano bene), per poi lasciare spazio al carattere e ai sapori del Giappone. Oggi il sushi e il sashimi sono molto apprezzati e spesso è bello vedere compagnie di persone assaggiare ora un tipo di cucina, ora l’altro, perchè questo ci fa capire che la nostra idea era di valore.